Titolo: E se scrivere diventasse una droga? (provvisorio)
Ambientazione: Roma
Rating:
GialloGenere: Romanzo
Riassunto: Un legame forte come l'amicizia fra sette ragazzi dura per sempre...? O basta la lontananza a dividerli?
Prologo
- Per sempre?
Andrea alza il bicchiere azzurro verso l’alto e immediatamente gli altri sei lo imitano.
- Per sempre! – esclamano in coro. Poi tutti ridono e con quella risata sarebbero in grado di infondere gioia e felicità in chiunque.
Perché è questa la forza della loro amicizia, l’amicizia tra Andrea, Natalie, Evan, Lola, Nives, Francesco ed Elisa. Un legame forte che li tiene uniti da ormai un anno.
Sdraiati per terra nella spaziosa camera di Andrea, parlano tra loro del più e del meno, come ogni adolescente sa fare.
- Allora, cosa ci aspetta stasera? – esordisce Natalie, dando un pizzicotto ad Andrea; lui la guarda con aria di sfida.
- Sì, dai Andre! A che tema ti sei ispirato per la serata di stasera? – chiede con Lola con enfasi.
Andrea beve un bicchiere d’acqua, cercando di nasconde il suo evidente disagio: la verità è che non ha preparato proprio niente!
- Beh, in realtà io pensavo…
- Frena…stai cercando di dirci che speri di cavartela con Coca-Cola, pizza e patatine?
Natalie prende il coltello e lo punta scherzosamente contro Andrea.
- Ehi! Stai attenta a cosa fai, con quel coltello!
- Toccava a te preparare la serata di stasera! Possibile tu non abbia un po’ di fantasia? – interviene Francesco.
- A me va bene anche così… - dice Evan, addentando un morso di pizza.
- Scusa Evvy, ma, Andre, a me proprio non va bene! Oggi avevo un impegno molto importante!
Segue una pausa di silenzio in cui tutti si voltano a guardare Nives, persino Elisa, assorta fino a quel momento nel libro prestatole da Andrea.
Ancora silenzio. Nives sbuffa.
- Oh, diavolo! Va bene…era una svendita di Prada! Ma ve ne rendete conto! Prada!
- Ma Nives! Avevi promesso che ti saresti controllata con lo shopping!
Tutti ridono, ma quando finiscono è Natalie a parlare.
- Ma scusa Andrea, se non hai davvero preparato niente, e toccava a te, cosa pensi dovremmo fare?
- In realtà, io pensavo di parlare del Flaenen…
Il Flaenen, la ragione delle loro vite da quindicenni. Il loro club di scrittura, fondato da quasi un anno ormai. Il loro punto di ritrovo. Perché è la passione di scrivere a tenerli uniti, ad averli fatto incontrare e conoscere.
Almeno due volte alla settimana s’incontravano a casa di uno dei sette membri che aveva il compito di preparare una serata a tema, vedendo magari un film; al termine si dedicavano alla scrittura: leggevano libri, racconti e correggevano i propri. Nell’ultimo anno ne avevano scritti almeno una ventina a testa.
L’idea era stata di Natalie ed Andrea, poi Elisa aveva voluto che il club avesse un nome composto dalle loro sette lettere iniziale e così, dopo molte discussioni sull’ordine delle lettere, era nato il Flaenen.
- …inoltre volevo parlarvi di una cosa molto importante – continua Andrea. Tutti si voltano a guardarlo con espressione interrogativa
- Non è facile…
- Dài! – lo incalza Evan.
- Beh…la verità è che…ricordate quel corso di scrittura di 2 anni in America, a Boston?
- Quello a cui avevi spedito la partecipazione?
- Quello famoso? Avevi mandato il racconto sul suicidio di quella ragazza… - ricorda Francesco.
- Sì…beh…mi hanno preso…
I ragazzi lo guardano stupiti.
- Ommioddio! Ti hanno preso! Andrai in America! Mi devi assolutamente comprare un paio di cose! Ti pago tutto, giuro! – Nives si alza e lo abbraccia e tutti si congratulano con lui. Solo Natalie se ne sta al suo posto, ancora shockata.
Qualcosa di strano sta nascendo in lei: un misto di tristezza e di invidia la invade e di colpo le vengono le lacrime agli occhi.
Andrea, vedendola, smette di ridere.
- Ma, ecco…io non sono sicuro…di voler lasciare la città, di voler lasciare voi…
- Cosa?! – dice Lola – Oh, non puoi! E’ un occasione irripetibile! Pensa a quello che…
- Lola ha ragione, devi andare – la interrompe Elisa.
- Ma, io…ecco…
- Niente ma, ecco, guarda: questa è la lista con tutte le cose che voglio.
Nives consegna ad Andrea due fogli completamente scritti, sia davanti che dietro.
- Non sarà troppo… - interviene Evan.
- Ma figurati!
- Sì, per Nives è anche poco. Conoscendola si sarà trattenuta – dice Francesco.
Tutti ridono, ma Natalie è seria e sta ancora guardando Andrea.
I loro occhi si incrociano.
- Quindi voi pensate che dovrei andare? – chiede Andrea, ma la domanda è rivolta a Natalie. E lei capisce.
- Sì, devi – dice, asciugandosi le lacrime.
Andrea vorrebbe abbracciarla, ma sente che qualcosa si è spezzato. D’un tratto sembrano due sconosciuti.
Qualcuno bussa alla porta.
- Avanti.
E’ Alessia, la madre di Andrea.
- Natalie, c’è tua madre giù che ti aspetta, devi andare – annuncia, poi esce dalla camera chiudendo la porta.
- Certo. Ciao ragazzi.
Natalie saluta tutti con un bacio sulla guancia, ma arrivata ad Andrea si ferma e per un momento è fortemente tentata di rinfacciargli tutto, chiedere spiegazioni.
- Allora…ciao – dice lui, avvicinandosi per salutarla, ma lei lo blocca.
- Quando parti?
Lui non risponde. Non ha il coraggio di guardarla negli occhi.
- Capisco. Allora…addio.
Natalie esce di corsa dalla camera e una volta chiusa la porta, non riesce più a trattenersi e scoppia in lacrime.
Quando questa serata sarà finita, passeranno due anni prima di rivederci. Non si ricorderanno più di me pensa Andrea.
- Non ci avevi detto che partivi domani – osserva Francesco, mentre guardano Elisa.
Nel libro prestatole da Andrea ha trovato un biglietto per Boston.
- Avevi già deciso – dice lei.
Non ho il coraggio di guardarli. Non voglio ricordarli con la loro espressione di ora.
- Perdonatemi.
Edited by M y s t - 30/6/2009, 09:12
Dream as you'll live forever. Live as you'll die today.