Writer's Heaven [FanFictions Forum]

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Se scrivere diventasse una droga..., ...ecco la storia di sette ragazzi che ne sarebbero dipendenti.
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Sober

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 5/1/2010, 21:33


Titolo: E se scrivere diventasse una droga? (provvisorio)
Ambientazione: Roma
Rating: Giallo
Genere: Romanzo
Riassunto: Un legame forte come l'amicizia fra sette ragazzi dura per sempre...? O basta la lontananza a dividerli?



Prologo



- Per sempre?
Andrea alza il bicchiere azzurro verso l’alto e immediatamente gli altri sei lo imitano.
- Per sempre! – esclamano in coro. Poi tutti ridono e con quella risata sarebbero in grado di infondere gioia e felicità in chiunque.
Perché è questa la forza della loro amicizia, l’amicizia tra Andrea, Natalie, Evan, Lola, Nives, Francesco ed Elisa. Un legame forte che li tiene uniti da ormai un anno.
Sdraiati per terra nella spaziosa camera di Andrea, parlano tra loro del più e del meno, come ogni adolescente sa fare.
- Allora, cosa ci aspetta stasera? – esordisce Natalie, dando un pizzicotto ad Andrea; lui la guarda con aria di sfida.
- Sì, dai Andre! A che tema ti sei ispirato per la serata di stasera? – chiede con Lola con enfasi.
Andrea beve un bicchiere d’acqua, cercando di nasconde il suo evidente disagio: la verità è che non ha preparato proprio niente!
- Beh, in realtà io pensavo…
- Frena…stai cercando di dirci che speri di cavartela con Coca-Cola, pizza e patatine?
Natalie prende il coltello e lo punta scherzosamente contro Andrea.
- Ehi! Stai attenta a cosa fai, con quel coltello!
- Toccava a te preparare la serata di stasera! Possibile tu non abbia un po’ di fantasia? – interviene Francesco.
- A me va bene anche così… - dice Evan, addentando un morso di pizza.
- Scusa Evvy, ma, Andre, a me proprio non va bene! Oggi avevo un impegno molto importante!
Segue una pausa di silenzio in cui tutti si voltano a guardare Nives, persino Elisa, assorta fino a quel momento nel libro prestatole da Andrea.
Ancora silenzio. Nives sbuffa.
- Oh, diavolo! Va bene…era una svendita di Prada! Ma ve ne rendete conto! Prada!
- Ma Nives! Avevi promesso che ti saresti controllata con lo shopping!
Tutti ridono, ma quando finiscono è Natalie a parlare.
- Ma scusa Andrea, se non hai davvero preparato niente, e toccava a te, cosa pensi dovremmo fare?
- In realtà, io pensavo di parlare del Flaenen…
Il Flaenen, la ragione delle loro vite da quindicenni. Il loro club di scrittura, fondato da quasi un anno ormai. Il loro punto di ritrovo. Perché è la passione di scrivere a tenerli uniti, ad averli fatto incontrare e conoscere.
Almeno due volte alla settimana s’incontravano a casa di uno dei sette membri che aveva il compito di preparare una serata a tema, vedendo magari un film; al termine si dedicavano alla scrittura: leggevano libri, racconti e correggevano i propri. Nell’ultimo anno ne avevano scritti almeno una ventina a testa.
L’idea era stata di Natalie ed Andrea, poi Elisa aveva voluto che il club avesse un nome composto dalle loro sette lettere iniziale e così, dopo molte discussioni sull’ordine delle lettere, era nato il Flaenen.
- …inoltre volevo parlarvi di una cosa molto importante – continua Andrea. Tutti si voltano a guardarlo con espressione interrogativa
- Non è facile…
- Dài! – lo incalza Evan.
- Beh…la verità è che…ricordate quel corso di scrittura di 2 anni in America, a Boston?
- Quello a cui avevi spedito la partecipazione?
- Quello famoso? Avevi mandato il racconto sul suicidio di quella ragazza… - ricorda Francesco.
- Sì…beh…mi hanno preso…
I ragazzi lo guardano stupiti.
- Ommioddio! Ti hanno preso! Andrai in America! Mi devi assolutamente comprare un paio di cose! Ti pago tutto, giuro! – Nives si alza e lo abbraccia e tutti si congratulano con lui. Solo Natalie se ne sta al suo posto, ancora shockata.
Qualcosa di strano sta nascendo in lei: un misto di tristezza e di invidia la invade e di colpo le vengono le lacrime agli occhi.
Andrea, vedendola, smette di ridere.
- Ma, ecco…io non sono sicuro…di voler lasciare la città, di voler lasciare voi…
- Cosa?! – dice Lola – Oh, non puoi! E’ un occasione irripetibile! Pensa a quello che…
- Lola ha ragione, devi andare – la interrompe Elisa.
- Ma, io…ecco…
- Niente ma, ecco, guarda: questa è la lista con tutte le cose che voglio.
Nives consegna ad Andrea due fogli completamente scritti, sia davanti che dietro.
- Non sarà troppo… - interviene Evan.
- Ma figurati!
- Sì, per Nives è anche poco. Conoscendola si sarà trattenuta – dice Francesco.
Tutti ridono, ma Natalie è seria e sta ancora guardando Andrea.
I loro occhi si incrociano.
- Quindi voi pensate che dovrei andare? – chiede Andrea, ma la domanda è rivolta a Natalie. E lei capisce.
- Sì, devi – dice, asciugandosi le lacrime.
Andrea vorrebbe abbracciarla, ma sente che qualcosa si è spezzato. D’un tratto sembrano due sconosciuti.
Qualcuno bussa alla porta.
- Avanti.
E’ Alessia, la madre di Andrea.
- Natalie, c’è tua madre giù che ti aspetta, devi andare – annuncia, poi esce dalla camera chiudendo la porta.
- Certo. Ciao ragazzi.
Natalie saluta tutti con un bacio sulla guancia, ma arrivata ad Andrea si ferma e per un momento è fortemente tentata di rinfacciargli tutto, chiedere spiegazioni.
- Allora…ciao – dice lui, avvicinandosi per salutarla, ma lei lo blocca.
- Quando parti?
Lui non risponde. Non ha il coraggio di guardarla negli occhi.
- Capisco. Allora…addio.
Natalie esce di corsa dalla camera e una volta chiusa la porta, non riesce più a trattenersi e scoppia in lacrime.
Quando questa serata sarà finita, passeranno due anni prima di rivederci. Non si ricorderanno più di me pensa Andrea.
- Non ci avevi detto che partivi domani – osserva Francesco, mentre guardano Elisa.
Nel libro prestatole da Andrea ha trovato un biglietto per Boston.
- Avevi già deciso – dice lei.
Non ho il coraggio di guardarli. Non voglio ricordarli con la loro espressione di ora.
- Perdonatemi.

Edited by M y s t - 30/6/2009, 09:12

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Sober

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Anche se nessuno ha commentato, io posto il primo capitolo... ::T_T:
Buona lettura ::ciao :

LEGGETE!! ::*_*:


Cap 1, parte prima: L'anima e Arianna



Non puoi leggermi l'anima.
"Il volo da Aeroporto Internazione Generale Edward Lawrence Logan diretto a Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino-Roma è in arrivo alla pista 3"

Arianna aveva appena salutato, Matias, il suo fidanzato Matias di Valencia che aveva accompagnato all'imbarco 4 e con cui aveva passato gli ultimi due giorni. Era stato il compleanno più bello della sua vita! Non riusciva a pensare ad un modo migliore per festeggiare i suoi sedici anni!
Il suo ragazzo era arrivato venerdì mattina ed avevano fatto un giro per Roma, fino ad arrivare a mare, dove avevano fatto il bagno, si erano asciugati seduti sull'asciugamano guardando il tramonto e poi...
Un bacio tira l'altro. Arianna sorrise lievemente al pensiero mentre si legava i lunghi capelli mori in una coda.
Il sabato l'aveva passato interamente con le sue amiche e Matias a fare shopping e la sera si era preparata per la festa a casa. Tutti i suoi amici erano venuti ed aveva ricevuto tantissimi regali! I suoi le avevano persino regalato un cucciolo di cocker spaniel che aveva chiamato Sacha. In generale era stata una bella festa, fatta eccezione per quella rissa...
Arianna aveva sete ed effettivamente per essere autunno inoltrato faceva abbastanza caldo, così decise che un brak di thè al bar dell'aeroporto non avrebbe guastato; inoltre il bar era proprio lì, di fronte a lei, tra l'imbarco 3 e 4: non avrebbe neanche dovuto camminare, cosa che non aveva proprio voglia di fare adesso.
Arrivata al bancone ordinò da bere alla barista, una ragazza dall'aria annoiata. Mentre beveva si guardò intorno: c'erano coppie che si salutavano agli imbarchi, madri che baciavano figli, amici che si davano affettuose pacche sulla schiena e persone che correvano con molta fretta proprio verso l'imbarco 3.
L'aereo sembrava appena arrivato. I passeggeri che uscivano dall'imbarco erano per lo più eleganti uomini d'affari che parlava inglese. Arianna ricordò che quello era l'aereo arrivato da Boston.
Pagò il break di thè e fece per andarsene, prendendo la sua borsa quando...
La sedicenne strabuzzò agli occhi e spalancò la bocca, stupita e credendo di aver avuto un'illusione.
Un ragazzo più o meno suo coetaneo usciva dall'imbarco con una donna, entrambi vestiti molto elegantemente. Arianna non poteva credere ai suoi occhi. Prese velocemente il cellulare per avvisare la sua amica Natalie, ma decise che prima doveva essere sciura che fosse Lui.
Tra tutte le foto del suo cellulare ce n'era una Sua, datata due anni prima: gliel'aveva mandata Natalie.
Arianna si accorse che il ragazzo e la donna venivano verso di lei e allora fece per nascondersi, ma ricordò che se lei l'aveva riconosciuto, non era detto che lui riconoscesse lei. E poi neanche era sicura che fosse davvero Lui.
La foto comparve sullo schermo del cellulare e Arianna fece il confronto. Stessi lineamenti, prima di tutto, anche se il ragazzo della foto accennava appena della barba che adesso ricopriva completamente il suo giovane volto; stessa sfumatura di capelli castano chiaro, ma taglio diversi; il ciuffo della foto era stato rimpiazzato da una pettinatura più corta, quasi a spazzola.
Il ragazzo chiacchierava con la donna, sulla quarantina, bassina, occhialoni da sole enormi, tacchi a spillo, vestito da sera nero e capelli biondi legati a chignon sulla nuca. Arianna si chiese chi fosse.
Mentre faceva confronti con i suoi ricordi e la persona che aveva davanti, osservando un cambiamento nei lineamenti e nel fisico, divenuti più virili, Arianna udì ridere il ragazzo.
A quel punto fu sicura che fosse Lui. Non lo conosceva bene e prima d'ora mai l'aveva sentito ridere, ma Natalie le aveva tanto parlato di quella risata...
Il ragazzo le passò davanti e i loro sguardi s'incrociarono. Per un attimo Arianna pensò che l'avesse riconoscita, poi lui tirò avanti seguito dalla donna. La ragazza li sentì parlare in inglese, ma tanto lei aveva era stata anche rimandata.
- Who was that girl?
- I don't know. but I think she was Arianna...
Mentre li guardava allontanarsi, Arianna scrisse il messaggio per Natalie, piena d'euforia.

Natalie stava facendo colazione con spremuta d'arancia e cornetto stesa sul letto della sua enorme camera quando ricevette il messaggio di Arianna.
Ancora questa, pensò, mi sta proprio appiccicata.
Visualizzò il messaggio con fare annoiato, ma quando lo lesse la sua espressione sul volto cambiò completamente.
"Emergenza. E' tornato. VISTO ANDREA ALL'AEROPORTO! Baci, ary"
Natalie shockata. Rabbia, invidia e dolore la assalirono completamente. Trattenne a fatica le lacrime.
Mentre si spazzolava i capelli biondi cenere, il cellulare squillo di nuovo. Natalie si sporse abbastanza dalla toeletta per vedere che era una chiamata di Arianna.
- E basta! - scattò verso il cellulare ancora in accappatoio e lo tirò giù dalla finestra.
- Fottiti!
Mentre si vestiva, già si era pentita del suo gesto.
Il mio cellulare nuovo...
Natalie si affacciò alla finestra e vide che il cellulare era finito in giardino e si era spaccato in due.
La ragazza chiamò la domestica e le disse di avvisare immediatamente suo padre per farsi procurare un nuovo cellulare migliore di quello che aveva.
- Ah e, Maria, dì a mio padre che i suoi telefoni non sono abbastanza resistenti: non sopravvivono neanche ad un volo da due piani!

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