Profumo di seta
Capitolo 4

Scusate l'attesa di quasi un mese -.-"
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Accostò il foglio con le poche righe di sfogo a una candela, e così si liberò delle poche confidenze che aveva fatto.
Quando il fuoco che avanzava lungo tutta la lunghezza del foglio incominciò a sfiorarle le dita lei lo spense soffiandoci sopra.
Si alzò dalla sedia,e ammirò il tramonto erano forse le cinque del pomeriggio.
Tra se e sé pregò che la notte non calasse mai ma ahimé, il sole stava già iniziando a scomparire,e venere da buona stella generosa si mostrava in tutta la sua beltà.
Decise di lasciare quei pensieri malinconici che le agitavano l’animo, e di affogare tutto nel sonno,così fece si addormentò dopo poco, esausta dell’intera giornata.
Adolf ritornò verso le otto,chiese della sua sposa e subito si precipitò nella loro stanza.
Quando la vide dormire,il cuore gli si riempì di tenerezza non avrebbe per nulla destato quella creatura così dolce e delicata.
Si allontanò silenziosamente,e andò a cenare,anche se il viso di Eleonora mentre dormiva era tranquillo , rivelavano invece nella sua mente terribili incubi.
Sognava la chiesa di Vienna, dove si era sposata quella mattina vedeva il suo abito in fiamme,e fiumi di sangue che scendevano dai quadri ,venti gelidi e urla strazianti,poi d’improvvisò tutto cambiò ora era nella sua stanza da letto e lì c’era Adolf seduto sulla sedia.
Si guardavano negli occhi,era una sensazione strana guardarlo, sembrava come se ti stesse girando la testa,come se tu stessi per svenire, ma fisicamente stavi bene.
Adolf si alzò dalla sedia e incominciò a baciarla, sfiorarla, Eleonora cercava di fuggire ma invano c’era qualcosa che la tratteneva a lui come una corda.
Incominciò a gridare allora e uno di questi gridi la chiamò dal sonno.
Si svegliò urlando.
Era completamente buio nella sua stanza eccetto la candela sul comodino, la rassicurò e alla sua debole luce potè scorgere Adolf che dormiva tranquillamente accanto a lei.
Ancora affannata per l’incubo si alzò e si diresse verso la finestra aperta che gli offriva come conforto un magnifico cielo stellato.
Un vento fresco incominciò ad accarezzarle il viso a infiltrarsi tra i suoi capelli biondi,l’ascoltò attentamente:era come se volesse sussurrargli –Scendi vieni in giardino-.
Non se lo fece ripetere due volte e scese.
Indossava una leggerissima camicia da notte e il vento si infiltrava anche in quella facendola a volte anche tremare dal freddo.
Si avventurò nel piccolo boschetto di querce, poteva scorgere facendo attenzione anche della luce che perveniva dal castello imperiale.
Si appoggiò a una quercia chiuse gli occhi, inspirò profondamente.
Non sapeva se fosse l’emozione o il freddo che era diventato pungente ma le venne la pelle d’oca.
Tutto a un tratto, sentì bisbigliare qualcuno sopra la sua testa.
Dapprima si impaurì,poi dopo che la luce della luna le rivelò un essere dalle sembianze umane si tranquillizzò.
-Chi siete?- fu la prima domanda che le balzò in mente,se non la più ovvia.
-Potrei chiedere la stessa cosa a voi no? –disse con ironia la figura – non è saggio venire nei boschi la notte,ci sono i malintenzionati e tanti fantasmi- enfatizzò le ultime quattro parole per metterle paura.
-Fantasmi e malintenzionati che a quanto pare non riescono neppure a stare in equilibrio su un albero!-rispose con molta risolutezza Eleonora, ma non facendo mancare sul suo viso un sorriso spensierato e divertito che anche se al buio non si notava, si percepiva.
Seguì un attimo di silenzio.
-Il vento si stà alzando,prendete la mia mano e salite!-lo sconosciuto o il fantasma non so come è più opportuno dire le tese la mano,Eleonora l’afferrò e con pochi agili balzi si trovò sui rami della folta chioma della quercia.
Vide il palazzo reale spendere di luci scintillanti ,nelle vicinanze le lampade dei cocchi che aspettavano i propri padroni ,ma la cosa più straordinaria era che alzando gli occhi verso il cielo si vedeva un ammasso di stelle sulla sinistra ,era la via lattea.
-E meraviglioso!- esclamò lei .
-Si lo so-rispose lui facendosi più serio –quando sono triste salgo qua sopra mi basta cambiare prospettiva e mi passa tutto!-
Eleonora si girò per vedere in viso quel giovane con gli occhi rivolti verso il cielo e nella quale stava brillando la via lattea.